Biancospino (Crataegus L.): La Mandorla, Marzo 2002


In questa scheda viene presentata la letteratura più recente e significativa riguardante il Biancospino.
Gli studi con estratto di pianta dimostrano effetti cardioattivi con meccanismo cAMP indipendente e simile a quello dei farmaci antiaritmici di classe III. Gli estratti standardizzati di Crataegus differiscono da altri farmaci inotropi positivi utilizzati nel trattamento dell’insufficienza cardiaca cronica: hanno effetto inotropo, cronotropo, dromotropo e lusotropo positivi, ma batmotropo negativo, incrementano il flusso coronarico e la perfusione miocardica, riducono le resistenze periferiche ed hanno effetto antiaritmico e antifatica cardiaca. Invece il noto effetto sedativo e ansiolitico non e’ stato recentemente indagato e si esplicherebbe con meccanismo incerto. I componenti attivi della pianta sarebbero flavonoidi e procianidine.

Svariate altre azioni sono state attribuite al Biancospino: antiossidante, antinfiammatoria, ipolipemizzante. Al momento attuale delle conoscenze, la principale indicazione all’uso del Biancospino resta il trattamento adiuvante nelle coronaropatie e insufficienze cardiache lievi (NYHA II) e come sedativo in associazione con altre piante. Un particolare estratto ad alto titolo di procianidine (WS1442) è attualmente allo studio in Europa per la terapia di supporto nello scompenso cardiaco (classi II e III NYHA).

PAROLE CHIAVE
Biancospino. Crataegus. Fitoterapia. Ansiolitici. Antiaritmici. Insufficienza cardiaca. Flavonoidi. Oligomeri procianidinici (OPC)

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